Non spedirmi auguri copia-incollati.
Tieniti tra le dita il tuo simpaticissimo SMS che hai intenzione di sparare a tutti i tuoi contatti - tra cui io. Non è giusto.
Non voglio sapere che quella zoccola della Befana se lo prende da Babbo Natale e tanti auguri a te.
Io voglio sapere se stai bene, che hai pensato a me.
E se lo fai senza inviarmi animazioni in Flash in cui ti sei elfizzato, credimi, la mia stima per te magari aumenta pure.
Se voglio leggere un augurio anonimo, beh, mi leggo la prima vetrofania del primo negozio aperto: al negoziante non gli fotte di farmi gli auguri, è solo un proforma tra lui e il mio portafoglio.
Se tu hai il mio numero di cellulare, il mio indirizzo di posta o se sai dove abito, beh, magari siamo amici, o lo siamo stati. Non sono “uno della lista”, non lo voglio essere.
Non merito che ti pulisci la coscienza con un messaggio fotocopia pieno di cazzate e scritte glitterate. Voglio leggere il mio nome. Voglio leggere qualcosa che mi fa capire che quel messaggio è solo mio. Non voglio scoprire di essere solo un pretesto per consumare una Christmas Card, cazzo. Non pretendo che prendi la penna e mi scrivi un biglietto d’auguri a mano, spedito per posta classica. Non voglio nemmeno che bussi alla porta e - anche se Natale permette virilissimi abbracci senza passare per equivoci - mi stringi la mano.
Non pretendo un caffè pagato o l’aperitivo al baretto.
Non voglio i tuoi soldi, non ho bisogno di un tuo regalo.
Basta anche meno tempo, meno parole.
Va bene anche un messaggino. Ma che sia mio, altrimenti meglio non ricevere nulla.
TweetLe polemiche nate per via del manifesto “cambia il vento.”
commissionato dal PD sono molto interessanti. Rappresentano una svolta
epocale, le femminis...
